Sono tornato da poco dalla Spagna, da Tarragona per la precisione, dove ho conquistato il mio quarto titolo di Mister Universo nella federazione WABBA International. È stata una gara speciale, intensa, che metteva in competizione soltanto atleti qualificati a livello internazionale: per me non c’è stato bisogno di una gara di qualifica, perché i titoli ottenuti negli anni mi permettono l’accesso diretto alle finali mondiali.
Stavolta ho gareggiato nella categoria Master 50, dedicata agli atleti con più di cinquant’anni. Eravamo in quattordici finalisti, tutti preparatissimi. Vincere, a questo livello, non è mai scontato: è il risultato di una preparazione durata sei mesi e, soprattutto, di una vita intera dedicata al body building.
Il primo posto di Margherita
Non sono stato solo in questa avventura. Accanto a me c’era Margherita, alla sua prima stagione agonistica, nella categoria Fit Model: una disciplina nuova, ancora in evoluzione. Dopo la qualifica ottenuta qui a Perugia nella categoria Juniors, a Tarragona ha affrontato una categoria di poche atlete ma molto competitive e ha portato a casa un bellissimo primo posto. Il suo percorso è solo all’inizio: ha doti genetiche eccezionali, ma la maturità muscolare si raggiunge soltanto con anni di allenamento costante.
Come mi sono preparato
Questa è stata la mia 92ª gara in carriera e il mio quarto Mister Universo assoluto, il secondo sotto la WABBA International. Ho raggiunto, forse, la migliore forma fisica della mia vita. La preparazione è stata rigorosa: due allenamenti al giorno con i pesi, per circa un’ora e mezza complessiva, più quaranta minuti di camminata veloce ogni sera. Oltre due ore di allenamento al giorno, senza mai saltare una sessione.
Dal punto di vista alimentare ho sempre seguito una dieta bilanciata, lontana dagli estremismi: 60% carboidrati, 30% proteine e 10% grassi. Avvicinandomi alla gara ho ridotto le calorie, mantenendo costanti le proporzioni dei macronutrienti. È un metodo che funziona, e che continua a dare risultati eccellenti.
Allenarsi dopo i cinquanta
Molti mi chiedono come sia possibile avere questa motivazione a 55 anni. La verità è che a quest’età cambia tutto: i tempi di recupero, la gestione dell’allenamento, la prevenzione degli infortuni. Dopo i cinquanta ogni dettaglio conta — la tecnica, il sonno, l’alimentazione, la gestione delle energie. Non posso permettermi errori: lavoro più di testa che di muscoli, perché l’esperienza diventa lo strumento che fa la differenza.
E poi c’è la motivazione. Spesso mi dicono: «Con la tua età, chi te lo fa fare?». La risposta è semplice: il piacere. La voglia di essere in forma e di essere credibile nel mio lavoro — non potrei mai dare consigli agli altri se non fossi il primo a seguirli. Senza un obiettivo, una data, una sfida, diventa difficile mantenere concentrazione, dieta e disciplina.
Cosa c’è dopo
Tra pochi giorni sarò a Torino per l’ultima gara della stagione, una competizione open aperta a tutte le federazioni. Poi tornerò a concentrarmi sui miei progetti, tra cui una nuova serie di video: alimentazione bilanciata, allenamento over 50, preparazione mentale, tempi di recupero, prevenzione degli infortuni, costruzione di una forma fisica sostenibile e duratura.
Essere atleta a 55 anni non è una sfida contro il tempo: è una scelta di vita. E finché avrò piacere di sentire il mio corpo rispondere agli stimoli dell’allenamento, continuerò a farlo. Per me stesso, per il mio lavoro e per tutte le persone che ogni giorno entrano in palestra cercando un motivo in più per credere in ciò che possono diventare.


